Dialoghi Surreali con uno gnomo beffardo

141.

– come si fa a catturare il tempo?
– con i ricordi.
– allora sono fregata.
– perchè?
– non me lo ricorderò mai.

140.

– come vedi è sempre attorno a te, sei tu che fai finta di non vederla.
– cazzo hai ragione. devo convincerla a sposarmi prima che sia troppo tardi.

139.

(22/1/2010)

– come si fa a dire ad un bambino che il suo babbo natale è morto?
– guarda, è molto più semplice di quanto tu non creda. i bambini non si fanno mai troppe domande.

138.

– come la vedi la morte?
– come un dispetto.

137.

– non mi piace prendermi il merito anche delle cose che faccio.
– posso capire se non le fai, ma se le fai perchè no?
– perchè in questo modo mi è più facile discernere le persone.

136.

– tu non puoi essere così, cazzo c’hai, i poteri?
– lo so, ma lo desideravo tanto.
– ti rendi conto di quello che hai fatto?
– sì.
– e non ti fai degli scrupoli?
– affatto. io ottengo sempre quello che voglio.

135.

– ma tu chi sei?
– come chi sono?
– vestita in quel modo non ti riconosco.
– oggi mi fingo chi non sono.
– perchè?
– perchè voglio sentirmi libera.
– il vestito però ti sta stretto.
– proverò a cercare un sarto.
– perchè sei così cocciuta?
– per amore.
– e di chi?
– di me stessa.

134.

– i nostri sensi ci fanno percepire una realtà opinabile.
– come fa la realtà ad essere opinabile?
– basta che io scriva una frase sibillina e tu già pensi sia riferita a te.

133.

– ci sei?
– sì.
– sei pronta?
– sì.
– ok, allora fermati.

132.

(19/1/2010)

– come sei ora?
– come il carro.
– cos’avevi prima?
– la torre.
– di cosa hai bisogno ora?
– del sole.
– e cosa farai?
– la papessa.