Dialoghi Surreali con uno gnomo beffardo

463.

dialoghi in rima 17

– io che bene ti conosco, vedo un cielo nero e fosco.
– sì lo so che mi vuoi dire, ma continuo a non capire.
– c’è di mezzo un’innocente, sei cretina o deficiente?
– sono poco razionale, mi si è aperto quel canale.
– hai avuto l’occasione e sei andata nel pallone.
– è così amico caro, e il sapore sarà amaro.
– pensa bene a quel che fai, quel che dici e dove andrai.

462.

– ma tu mi ami?
– cheiotiamièindubbio
– allora ci possiamo sposare!
– noperchétumitogliglispazi

461.

– ti ricordi quando ci dicevamo che qualunque cosa sarebbe successa non ci saremmo mai dimenticate?
– sì
– e allora perché poi lo hai fatto?
– perché era un accordo verbale, non un verbale di accordo.

460.


– che fine ha fatto l’impiccato che si è appeso a false speranze?
– è morto soffocato dal ridere.
– era un tipo molto ironico?
– no, le risate erano quelle degli altri.

459.

– cosa ascolti nelle cuffiette?
– note note.

458.

– che fai con quella corda?
– lego l’ego.

457.


– tu cambieresti per amore?
– certo!
– e cosa saresti disposta a fare?
– cambierei l’amore.

456.

nuove attivà – parte 2

– voglio creare un nuovo marchio per gli ombrelli e chiamarlo “mentite spoglie”
– perché questo nome strano?
– perché così chi li usa è sempre sotto mentite spoglie.

455.

nuove attivà – parte 1

– voglio aprire un ristorante e chiamarlo “alla follia”.
– perché questo nome strano?
– perché così i commensali possono dire <<ti amo>> alla follia.

454.

– cosa rappresenta per te questo cammino?
– è una metafora che mi allontana da me e mi avvicina a dio.
– non ti muoverai di un millimetro allora.